Cannabis terapeutica, in Italia 100mila prescrizioni in 5 anni. Esperti: “A 10 anni dalla legge serve una revisione”

12/09/2025

(Adnkronos) – L’uso della cannabis terapeutica in Italia “è in aumento, soprattutto nel 2025”, e “sono passati 10 anni dalla legge Lorenzin: ora serve un aggiornamento”. A fare il punto sono gli esperti riuniti oggi e domani a Firenze per la prima edizione del Forum Cbd & Cannabis medica, un evento di formazione – promosso da Vincere il dolore Onlus – rivolto a medici e farmacisti per approfondire l’uso terapeutico dei farmaci a base di cannabidiolo (Cbd) e tetraidrocannabinolo (Thc). Secondo l’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, nel periodo 2019-2024 sono state registrate circa 100mila prescrizioni mentre le persone che hanno ricevuto almeno una prescrizione sono circa 28mila. L’età media è 60 anni e si tratta in prevalenza di done (rapporto femmine/maschi pari a 2,3). In media, ciascun utilizzatore ha ricevuto circa 3,5 prescrizioni nel corso dei 6 anni di osservazione. 

“Torniamo a parlare di cannabis terapeutica, il messaggio che noi vogliamo far emergere è il grande impegno su questo tema. I professionisti della medicina, della produzione, della logistica, tutti insieme per cambiare e modificare una norma che ha necessità di un cambiamento. A 10 anni dalla legge Lorenzin abbiamo bisogno di un aggiornamento per essere al passo della ricerca e di quello che fanno altre nazioni. Da questo evento arriveranno delle proposte che presenteremo al Governo”. Così all’Adnkronos Salute Marco Bertolotto, già direttore responsabile Unità di Terapia del dolore e cure palliative ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. La cannabis ad uso medico in Italia può essere acquistata nelle farmacie che offrono il servizio, ma solo con prescrizione medica che è poi soggetta ad una regolamentazione e al rispetto di specifici paletti che vanno dalle patologie alle condizioni del paziente che ne fa richiesta.  

Per quanto riguarda i prescrittori, la maggioranza sono medici specialisti, in particolare anestesisti, terapisti del dolore, reumatologi, neurologi e oncologi. Infatti – si legge nel monitoraggio dell’Iss – la principale modalità di impiego delle preparazioni magistrali a base di cannabis è costituita dal trattamento del dolore cronico, che rappresenta il 78% dei casi, mentre il 20% riguarda l’uso nell’analgesia in patologie con spasticità, come ad esempio la sclerosi multipla. Seguono, con una percentuale intorno al 2%, gli impieghi della cannabis come anticinetosico, antiemetico e stimolante dell’appetito.  

Presente al Forum Cbd & Cannabis medica il progetto ‘Clinn’, focalizzato sull’accesso innovativo ai trattamenti medici basati sulla cannabis terapeutica. “Siamo orgogliosi come Clinn di aver contribuito alla realizzazione di questo primo evento, perché crediamo fortemente che eventi come questo possano contribuire a diffondere una corretta informazione su un argomento dove troppo spesso ci sono dei pregiudizi. Noi rappresentiamo un piccolo ecosistema per medici, pazienti e farmacisti, ma nel nostro piccolo contribuiamo allo sviluppo del mercato e a soddisfare le esigenze e le richieste che arrivano dai pazienti e dagli altri operatori di settore”, conclude Salvatore Martorina, direttore operativo Clinn-Gruppo Mava. 

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