Estate, animali esotici da soli a casa? Il veterinario: “Non più di 24 ore”

14/08/2025

(Adnkronos) – Serpenti, conigli, pappagalli, pesci, wallaby, canguri, lontre, furetti, suricati, draghi barbuti. Gli animali esotici domestici hanno bisogno di attenzione e alla vigilia del Ferragosto occorre organizzarsi se l’idea è di lasciarli a casa pensando che abbiano meno necessità di attenzioni rispetto all’amico fido. “Il mio consiglio personale è di evitare di lasciare gli animali esotici da soli per più di 24 ore, anche se il drago barbuto o i serpenti possono non mangiare per vari giorni. Però i serpenti vivono a casa in un terrario, che è una struttura delicata con lampade, se va via la luce c’è il rischio che questi animali rimangano al freddo per 2-3 giorni con un rischio alto di morire”. Lo spiega all’Adnkronos Salute il veterinario Nicola Di Girolamo, professore associato alla Cornell University (New York), specializzato in animali esotici.  

“Possiamo fare un ragionamento su alcuni animali esotici che mangiano raramente, ma – ad esempio – un coniglio deve mangiare continuamente e lasciarlo da solo per più di 24 ore vuol dire che non avrà cibo a sufficienza – prosegue -. E’ vero che oggi ci sono i distributori automatici che vengono usati in casa quando ci si assenta ma può accadere – e non è così infrequente – che possano essere manomessi involontariamente dall’animale, il gatto lo fa, così da incepparsi o erogare tutto il cibo una volta sola”. Alla base delle raccomandazione c’è l’esperienza sul campo, “le alte temperature, e in Italia a Ferragosto può fare molto caldo, sono un rischio per i conigli perché possono subire colpi di calore che vediamo spesso in clinica. Quindi, se si deve assolutamente partire non va lasciato in balcone perché potrebbe morire, così come da solo in casa perché potrebbe rimanere chiuso in una stanza e stare senza cibo”. E gli uccelli? “Mai lasciarsi da soli perché mangiano e bevono tanto e devono essere accuditi in questo”, precisa Di Girolamo.  

Spesso chi ha animali esotici si organizza, se deve partire più giorni affida l’incarico di dargli da mangiare ad un amico o ad un pet-sitter. “Ma anche qui, chi si prende l’incarico deve essere informato sui bisogni e abitudini dell’animale – avverte il veterinario – Faccio un esempio, sto assistendo un pappagallo cacatua che era stato affidato ad un pet-sitter che però non sapeva che il volatile mangiava solo con il padrone accanto, così ha smesso di mangiare e si è ammalato. Il proprietario l’ha portato da me. Sono animali troppo intelligenti – conclude – e non c’è modo di farli felici”.  

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