Fisco, De Lise (Commercialisti): “Bene premesse legge delega ma servono azioni per giovani”

06/10/2021

“La legge delega richiama principi importanti come razionalizzazione, semplificazione, crescita e maggior progressività del sistema. Le premesse sono buone, così come la volontà di intervenire nella determinazione del reddito d’impresa e dell’Ires. Occorre però segnalare che non c’è traccia, se non all’art. 3, comma 1, lett. b) di disposizioni a tutela dei giovani”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Matteo De Lise, presidente dell’Ungdcec, l’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, commenta la legge delega sul fisco approvata dal cdm.  

“Credo che investire sul lavoro dei giovani, che sia autonomo o dipendente, potrebbe essere il giusto strumento -continua De Lise- per far emergere nuove attività, oltre che redditi presenti ma non tracciati. In questa direzione va la proposta di legge dell’Unione giovani dottori commercialisti per la detassazione dei redditi under 30”.  

“Inoltre, si tratta di una riforma a costo pressoché pari a zero, il che fa temere che l’effettiva portata di quello che prende il nome di ‘riforma’ sia veramente limitato”, aggiunge.  

“Accogliamo con favore l’eventuale eliminazione delle microtasse ed una revisione totale dell’Irap”, sottolinea il numero uno dei giovani commercialisti che lancia un appello alla politica. “Tenere al tavolo della riforma del fisco i commercialisti sarebbe un fattore determinante, considerando quanto questa riforma inciderà sul futuro economico del Paese e della nostra categoria”, conclude De Lise.  

Condividi
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on telegram
Share on whatsapp
Share on email
News recenti

Tiziana Cignarelli a La verità

“Avevamo espresso dei dubbi sull’impianto del PNRR, che andava molto a gerarchizzare la gestione centrale. L’eccessiva lunghezza della catena di domanda sta provocando della forti

APPROVATO L’EMENDAMENTO SULLE SEDI NEODIMENSIONATE

Dirigenti Scuola: “Una vicenda spinosa che culmina, finalmente, nell’inequivocabile chiarimento da parte del legislatore. Motivo per il quale, già a seguito dell’approvazione dell’emendamento in prima