Stop mascherine all’aperto: cosa dicono Bassetti, Crisanti e Pregliasco

08/02/2022

(Adnkronos) – Stop all’obbligo delle mascherine all’aperto in tutta Italia da venerdì 11 febbraio. Ma cosa ne pensano gli esperti dell’annuncio fatto dal sottosegretario Costa . Da Bassetti a Crisanti passando per Pregliasco, ecco cosa dicono gli esperti sulla decisione che il governo è pronto a prendere.  

Bassetti
 

“Lo stop alle mascherine all’aperto è un ottimo segnale. La situazione è migliorata e possiamo dirlo: le mascherine all’aperto sono servite poco e in generale servono a poco. E’ una misura altamente cosmetica, infatti il provvedimento è stato preso quando è arrivata Omicron ed è stato di facciata e non di rilevanza. E’ un primo passo sulla strada per levare la mascherina al chiuso”. Lo dice all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, commentando la fine dell’obbligo della mascherina all’aperto che dovrebbe scattate dal prossimo venerdì come annunciato dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Anche la possibilità che non venga prorogato lo stato d’emergenza oltre il 31 marzo “è una altra misura di buon senso”, rimarca Bassetti. “Piano piano si sta usando il buon senso. Ma serve un’accelerazione anche su altri limiti, come quello alla capienza degli stadi, e fermare questa corsa ai tamponi”. 

Crisanti
 

“Questa fase è caratterizzata da un’elevata protezione della popolazione. I casi sono in calo, la trasmissione è diminuita. La maggior parte delle persone o è vaccinata o è guarita, come succede in Inghilterra”, dice il professor Andrea Crisanti a L’aria che tira. Senza le mascherine all’aperto cambierà poco? “Sì, questo è il momento di massima protezione. Bisogna dare alle persone la possibilità di riprendere la propria vita sociale, senza però smobilitare le attività di controllo. Stiamo passando in una fase in cui è prioritario proteggere le persone fragili: non tutte le persone vaccinate sono protette, tra gli anziani, i trapiantati e chi si sottopone a terapie”, dice. 

Pregliasco
 

“Un fatto atteso e necessario, che va verso una normalizzazione e un’autoresponsabilizzazione di ognuno di noi in una condizione che oggettivamente sta migliorando”. Così il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano. “All’aperto non c’è questo grande rischio di contagio”, ricorda l’esperto all’Adnkronos Salute. E l’obbligatorietà della mascherina “era una norma di passaggio. Quindi ci sta che ora possiamo toglierla. Facciamolo – conclude Pregliasco – ma con attenzione e prudenza”. 

GISMONDO 

“Sono assolutamente d’accordo sul fatto che adesso”, in questa nuova fase dell’epidemia di Covid-19, “sulle mascherine all’aperto possa essere tolto l’obbligo. Ovviamente però con una grande responsabilizzazione della gente che deve capire che, se ci si trova in un posto molto affollato, anche all’aperto sarebbe opportuno mettere la mascherina. Questo fino a quando potremo avere la certezza che il virus ci abbia veramente abbandonato. Ma non sarà subito, passerà del tempo”, e fino ad allora i dispositivi di protezione individuale andranno portati con sé e indossati in caso di assembramenti. Ci tiene a ricordarlo Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. 

L’esperta non teme un rimbalzo della curva Covid per effetto di questo allentamento. “Se dovesse avvenire, certamente non sarebbe per il fatto di aver tolto le mascherine all’aperto – spiega all’Adnkronos Salute – Per fare delle previsioni” sull’evoluzione futura “con un margine di errore ridotto – ribadisce comunque Gismondo – bisogna osservare il comportamento del virus lungo tutto quest’anno così da capire, al variare delle temperature e quindi con l’avvicendarsi delle stagioni, che cosa accadrà”. 

Andreoni
 

Lo stop all’obbligo della mascherina all’aperto “inevitabilmente porterà a qualche contagio in più, soprattutto con Omicron così diffusa e con l’alto numero di casi che ancora vengono registrati”. Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). Andreoni rimarca che “anche all’aperto c’è un rischio di contagio dovuto agli assembramenti” e quindi “pur capendo il motivo di questa scelta politica, il mio consiglio – suggerisce l’infettivologo – è di tenere una mascherina sempre con sé e tirarla fuori se mancano le condizioni di sicurezza”. 

Pistello
 

Oggi “l’obbligo della mascherina all’aperto ha poco senso: abbiamo un’incidenza dei casi più bassa, le temperature più calde ci aiuteranno e stanno anche diminuendo le infezioni respiratorie legate all’influenza. Un quadro che ci dice che ci stiamo avviando a grandi passi verso una situazione epidemiologica diversa e più sotto controllo”. Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Mauro Pistello, direttore Unità di virologia Azienda ospedaliera universitaria di Pisa, vicepresidente della Società italiana di microbiologia e tra i fondatori della rete di sequenziamento dell’Istituto superiore di sanità.. “Sono d’accordo con tutti i provvedimenti che il Governo ha preso nelle ultime settimane, l’unica fuga in avanti mi sembra quella di voler ragionare sul togliere nel prossimo futuro l’obbligo vaccinale per gli over 50. Così non diamo un segnale dell’importanza di vaccinarsi anche in primavera e in estate”, conclude il virologo. 

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