Manovra, Fondazione Inarcassa: “Su bonus fiscali per edilizia si doveva osare di più”

29/10/2021

“Abbiamo letto il testo della legge di bilancio 2022 entrata in consiglio dei ministri e le misure previste sulle agevolazioni in edilizia non ci convincono. Ci aspettavamo molto di più. Non possiamo dirci soddisfatti perché restiamo convinti che i bonus fiscali per l’edilizia, tra tutti il Superbonus 110%, restano un motore chiave della crescita economica. Ma non è solo il dato economico che ci preoccupa. I bonus per l’efficientamento energetico e la riduzione del rischio sismico sono i veri strumenti che ci consentono di adeguare e mettere in sicurezza il nostro patrimonio abitativo. Gli interventi per il miglioramento energetico delle abitazioni contribuiscono alla riduzione delle emissioni e del consumo energetico. Quelli di contenimento del rischio simico, invece, ci permettono di controllare o eliminare i danni in caso di terremoti e soprattutto contare meno vittime di quanto non abbiamo fatto, purtroppo, negli ultimi decenni. Il Superbonus 110% fa bene all’economia e a tutto il sistema paese”. Così il presidente della Fondazione Inarcassa, Franco Fietta, che commenta le misure adottate dal governo nella legge di bilancio 2022 in materia di bonus fiscali per l’edilizia e il patrimonio immobiliare. 

“Il meccanismo di proroga al 2025 con aliquote decrescenti come individuato dal governo all’art. 8 della legge di bilancio 2022 renderà molto più complicato l’accesso ai bonus fiscali da parte dei cittadini”, continua Fietta.  

“Con queste misure il governo -spiega- non ha dato prova di aiutare neanche i professionisti perché la normativa di riferimento è ancora più farraginosa e confusa. Si continua con la politica delle proroghe di anno in anno che restringono di volta in volta i requisiti di accesso ai bonus per certi tipi di intervento impedendo una programmazione.  

“Questa è la volta ad esempio degli edifici unifamiliari per i quali il Superbonus è valido fino al 31 dicembre 2022 ma solo se è prima abitazione e il proprietario abbia un Isee non superiore a 25mila euro. Né si spiega la riduzione del bonus facciate dal 90 al 60%, con la scomparsa dello sconto in fattura e cessione del credito, fondamentale nel ravviare il comparto dell’edilizia e il suo indotto professionale”, continua ancora. 

“Oggi gli operatori del settore si trovano a fare i conti con una programmazione incerta e una normativa confusa. I prezzi dei materiali sono aumentati e le imprese sono nel caos. Questo è un problema per tutti gli operatori, imprese e professionisti, che avranno difficoltà a dare il via a nuovi lavori. Serve, dunque, una strategia di medio lungo periodo. Chiediamo al governo di programmare insieme le agevolazioni fiscali legati all’edilizia a partire da oggi in poi, mettere al riparo i prezzi dei materiali da tentativi speculativi e offrire garanzie agli operatori del settore. Nel frattempo, rivolgiamo un appello al parlamento perché apporti le modifiche necessarie al testo della legge di bilancio approvato dal governo”, conclude Fietta. 

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