Omicron 2, cosa sappiamo della sottovariante Covid

17/01/2022

Omicron 2, arrivano dal Nord Europa i primi segnali su una sottovariante di Omicron (BA.2) che sta prendendo piede. “Sappiamo ancora molto poco e non dobbiamo fare allarmismo, è una sottovariante di Omicron. Ha buona parte delle caratteristiche dell’originale quindi non ci deve allarmare perché i vaccini non sono bucati neanche da Omicron 2 visto che non sono stati bucati dall’Omicron originale – dice all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova – Rimane il concetto che i non vaccinati possono avere più problemi degli immunizzati ma sappiamo bene, da Omicron, che la malattia naturale ci protegge nei confronti delle forme di più gravi”. 

Sulla sottovariante Covid ribattezzata Omicron 2 “dobbiamo un po’ capire quanto è diffusiva e quali caratteristiche ha. Quindi direi per ora stiamo in campana” afferma Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano. La variante BA.2 appartiene allo stesso ceppo di Omicron, ma si distingue dalla ‘sorella maggiore’ per alcune mutazioni della proteina Spike. “Speriamo – dice l’esperto all’Adnkronos Salute – che non abbia caratteristiche diverse, ma purtroppo è tutto da scoprire”. Brutte sorprese a parte, comunque, per Pregliasco “tra un paio di settimane dovremmo raggiungere il picco” dei contagi.  

Il problema delle “varianti ci sarà perché il coronavirus” Sars-CoV-2 “continuerà a mutare. Per questo occorre investire di più nella sorveglianza e nel sequenziamento, per capire l’impatto di ogni tipo di mutazione – sottolinea all’Adnkronos Salute Claudio Mastroianni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e ordinario di Malattie infettive all’Università Sapienza di Roma – Ma dobbiamo sapere che il problema, oggi Omicron 2 di cui sappiamo ancora poco, domani una altra variante, rimarrà. E dobbiamo avere anche fiducia nelle vaccinazioni, ad oggi efficaci”.  

Anche per il virologo Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, “è assolutamente normale che la variante Omicron di Sars-Cov-2 si modifichi ancora. Se però queste variazioni del ceppo circolante avranno ‘successo'”, nel senso di far diventare più pericolosa una nuova sottovariante, propagando di più il virus “non possiamo saperlo ora”. “Più si cercano varianti e più se ne trovano, questo è un dato di fatto”, aggiunge Maga sottolineando che “è molto presto per capire se questa sottovariante possa avere differenze significative rispetto ad Omicron. E’ prematuro. Diciamo che è abbastanza normale per un virus continuare a modificarsi. Magari Omicron 2 scomparità perché Omicron è più efficace. Ci vuole tempo per comprendere. Nel corso della pandemia sono state identificante e messe sotto sorveglianza decine di varianti che poi sono scomparse”, conclude Maga.  

 

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